Pierluigi Cavarra – Cielo
Osservare il cielo è il piacere di perdersi in un colore infinito colmo di nulla.
Osservare il cielo è il piacere di perdersi in un colore infinito colmo di nulla.
Quando il cielo si accende di stelle, la luna sorride.
Il cielo si divide in tre, la luna vicina, le stelle che bruciano e scappano, ed in mezzo, metà dell’uomo e metà del mondo, i pianeti tranquilli, grandi esseri ancora affettuosi che conciliano l’amore e il sonno.
Piove, piange il cielo sopra di noi, senza ritegno come non avesse mai piovuto, mai pianto. Disperazione del disastro inaspettato, impetuoso senza pietà, mentre la pioggia lava le nostre lacrime che ancora scendono copiose più che mai. Distrugge impietosa tutto quanto inerme è sotto di lei. Si aspetta come un miracolo che la pioggia si stanchi vergognata dalle preghiere, che implorano solo pace.
Ogni astro che si rispetti ha i suoi satelliti in orbita: sta a noi saper distinguere una stella lucente da meteoriti sfuggenti.
Il sole dà splendore alle giornate e di notte illumina la luna per tenerci compagnia.
Il debole muoversi delle stelle non è movimento, ma respiro del cielo.