Maria Caterina Vicino – Abitudine
L’abitudine è quella cosa che non manca mai durante la giornata, di darci o meno felicità.
L’abitudine è quella cosa che non manca mai durante la giornata, di darci o meno felicità.
L’amore forzato, quello portato avanti solo per cause di forza maggiore, come soldi, abitudine, convenienza, famiglia, paura di star soli o peggio, paura del giudizio altrui, è come un palazzo privo di fondamenta, pronto a crollare da un momento all’altro. Più o meno è come il fumo, danneggia gravemente l’individuo e chi gli sta attorno. Dicono che l’amore non basti, figuriamoci quando manca persino quello.
L’abitudine è una gran brutta bestia, e quando ci si abitua alla stupidità è finita!
Và dalla formica, o pigro, guarda le sue abitudini e diventa saggio.
Una buona birra mi toglie la nebbia dalla mente e mi aiuta ad entrare in contatto con me stesso.
Quando ero piccola, mettevo abiti smessi da cugine, amichette, perchè: la nostra era una famiglia numerosa e povera. Adesso possiedo numerosi, abiti nuovi, ma non proverò mai più la felicità, innocente che mi dava, un’abitino nuovo quando ero bambina…
A volte faceva semplicemente finta d’essere felice. Era diventata tanto abile in questa farsa che neanche lei si rendeva conto quanto avviava il meccanismo, tale da non accorgersi di far finta anche con se stessa. Si accorgeva bene, invece, quando il meccanismo cessava. Accadeva alla fine della giornata, quando rincasava e guardava attorno tutte le sue cose immobili, fisse, mentre in lei tutto tornava in movimento o, meglio, il movimento scopriva le fratture, i tentennamenti. Le cose che aveva dentro erano differenti da quelle fuori, era tutta rotta all’interno al punto che nemmeno un milione di risate avrebbero potuto ripulirla da quelle macerie.