Pierluigi Cavarra – Angelo
Chiederò all’angelo “custode” se c’è posta per me… dal paradiso.
Chiederò all’angelo “custode” se c’è posta per me… dal paradiso.
Le tue ciglia cosa sono?Fili di canne da pesca agganciati alle stelle che illuminano i tuoi sogni mentre dormi con gli occhi cuciti o unghie piegate all’indietro di occhi che hanno cercato di aggrapparsi all’alta boa ancestrale prima di affogare nel fondo del mare terrestre?
Il mio angelo è il figlio che ho lasciato in cielo… e mi ha promesso che tornerà.
Ci sono angeli che non possono volare, che ogni giorno muoiono e poi rinascono per ricomporre il cuore in frantumi e posarlo su mani indegne, affinché venga di nuovo spezzato; noi li definiamo: “sensibili”, ma il mondo non è degno di loro, perché non sono di questo mondo!
Mi è apparso l’angelo custode e mi ha ammonito dicendo: “Sii più buono con te stesso, e meno buono coi malvagi”.
Quell’angelo maledetto ti ha portato in paradiso, mentre accompagnava la mia anima all’inferno.
Vorrei essere il tuo angelo per accarezzarti l’anima!