Gigliola Perin – Cielo
Contro il cielo mi scaglierò per raccogliere le stelle e donarle a te.
Contro il cielo mi scaglierò per raccogliere le stelle e donarle a te.
Ho passeggiato con te guardando il cielo, non ti sfioravo la mano, le nostre dita non erano intrecciate. Ma ogni stella illuminava il tuo viso. Due emisferi opposti che s’intrecciano per pochi secondi, riescono a sfiorarsi con il cuore. Lontani eppur vicini in quell’attimo che ci ha legati!
Il cielo di città mi piace perché puzza di basso, di uomini. Il cielo di campagna invece mi fa paura. C’è solo roba del Signore, lassù: stelle, stelloni, nuvole al galoppo. E poi che mi mettevo a fare in campagna? A litigare con gli alberi? Quelli sono tranquilli, beati, ti fanno sentire uno sputo. La natura è tutta arrogante, è roba diretta del Signore, e giustamente un po’ di strafottenza ce l’ha.
Getta un seme e la terra ti porgerà un fiore. Sogna il tuo sogno rivolto…
Se ti soffermassi un attimo a guardare le stelle, noteresti che son miliardi, innumerevoli punti…
Il sole muore insanguinando il cielo.
Ieri, il mio sguardo è stato rapito dal cielo. Ho separato lo Spirito dal Corpo…