Gianluca Frangella – Cielo
La notte aveva paura del buio, così il sole le illuminò la luna e tutte le stelle per farle compagnia.
La notte aveva paura del buio, così il sole le illuminò la luna e tutte le stelle per farle compagnia.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
Quando il cielo notturno è terso, il pensiero dominante è rivolto al sole, possibile protagonista del giorno che verrà, e ai suoi benefici influssi che guideranno i miei passi.
Ti guardi dentro e cerchi nel tuo cielo un altro cielo. Voli. Poi, ti fermi. Rifletti e ti scomponi pure. Un altro cielo nel tuo cielo. Caduta libera per sentire la forza di gravità. Ti estranei e, poi, rinvieni. Un cielo. Un altro cielo. Corri senza freno mentre le palpebre si bagnano d’ebbrezza. Corri quasi solo. Insegui quella comprensione, quella sensibilità, quella lealtà. Insegui. Pervieni quasi solo. Ti giri, ti rigiri, ancora giri. Stringi i denti mentre sta sopraggiungendo un sorriso. Un altro cielo nel tuo cielo.
Il cielo si apre a nuove situazioni, disperdendo nuvole di zucchero, orizzonti lontani per speranze a portata di mano, spesso spazzate via dal vento, imprevedibile e dannatamente ingiusto.
Amo le stelle cadenti. Perché mi danno sempre la speranza che qualcuna ti cada in…
Se non volgi il tuo sguardo al cielo non vedrai mai una stella cadente.