Ade Becci – Stati d’Animo
Ho la strana sensazione di sentirmi ovunque fuori posto.
Ho la strana sensazione di sentirmi ovunque fuori posto.
Non sopporto più di essere sempre la prima ad andare verso gli altri per cercare di comprendere, parlare, spiegare, mentre gli altri se ne fregano altamente di come potrei stare io.
Meglio non illudersi o sperare in quello che non c’è, se non vuoi subire le peggior delusioni.
Appartengo ad un’antica stirpe di viaggiatori. Anche io, solitario, mi incammino. E in ogni luogo riconosco i volti dei miei avi; negli intricati disegni sulle cortecce degli alberi, nelle sagome imponenti dei monti. Ogni ruscello sussurra i loro nomi gloriosi, la loro empia voce nel vento segna il mio cammino. Un solo viso mi è estraneo, riflesso nelle calme acque in cui mi fermo a specchiarmi. Pare il volto di uno sconosciuto, odioso compagno. Eppure ero sicuro di essere partito solo. Senza meta vago inseguendo quel riflesso, vago nella speranza di scoprire, un giorno, a chi davvero appartiene quel volto che mi rifiuto di dire mio. Mi incammino, per i mille tramonti a che verranno alla ricerca di un’identità.
Spesso non essere simile agli altri ti emargina, ma la differenza è anche fonte di orgoglio.
Il cieco ottimismo è sinonimo di pura incoscienza.
A volte il sorriso non cancella le lacrime, le nasconde.