Adolfo Coppola – Tristezza
Nulla fu triste che un dolce pensiero nella notte.
Nulla fu triste che un dolce pensiero nella notte.
Ho cercato di trattenere le lacrime quel giorno. Ho provato a riccacciarle dentro, non per vergogna ma per rabbia. Rabbia di non avertele sapute regalare prima quelle lacrime. Forse avresti capito tante cose.
Non sono io che non ho voglia di vivere, ma è la vita che non m’ha mai voluto.
Capita che il dolore equivale a urla silenziose, da uno stomaco svuotato da ogni sazietà.
La felicità a volte va lasciata andare, perché lei stessa possa ritrovarsi.
A volte mi rifugio in un mondo che non esiste, e lascio i miei pensieri che vagano senza controllo per strade che io non conosco fino a raggiungere l’anfratto più nascosto del mio cuore, quello in cui ci sei tu, anche se non sai di esserci…
In ogni lacrima c’è un piccolo frammento del proprio mondo sgretolato…