Alberto Sughi – Arte
Il lavoro del pittore non finisce col suo quadro: finisce negli occhi di chi lo guarda.
Il lavoro del pittore non finisce col suo quadro: finisce negli occhi di chi lo guarda.
Ci sono artisti che spillano essenze dal bello, su bicchieri colmi d’arte inventano spettacoli da servire a chi vive volutamente con anima arsa. Ci sono artisti che ogni sera danno una ragione a quella sete, per gli occhi dei clienti così diversi, per quell’applauso senza buio.
L’arte espressa nelle sue molteplici forme, dalla pittura alla poesia, non deve colmare solo l’ego dell’artista ma, soprattutto, il vuote esistenziale della suo ammiratore!
Inseguo il sogno di una casa vivente, versatile, silente, che s’adatti continuamente alla versatilità della nostra vita, anzi la incoraggi, con cento risorse che noi architetti insegneremo, arricchendola, con pareti e mobili leggeri; una casa variabile, simultaneamente piena di ricordi, di speranze e di coraggiose accettazioni, una casa “per viverla” nella fortuna e anche nelle malinconie, con quel che ha di immobile e fedele, e con quel che ha di variabile ed aperto ed aprendone le finestre finché v’entrino nel loro giro, sole e luna e l ‘altre stelle, e tutto è movimento, chi scende e chi sale nel mistero della crescita, e chissà cosa vedrà; rivolgendomi a voi inseguo l’immagine di una nuova società umana; questa immagine non è un miraggio irraggiungibile, e sta a noi sognarla per raggiungerla perché nessuna cosa i è avverata che non fosse dianzi sognata.
Realismo non significa riportare l’arte nella realtà. Significa trasportare la realtà nell’arte; non solo accettare…
La censura che si esercita sulle opere altrui non impegna a farne di migliori.
L’arte è troppo seria per esser presa sul serio.