Alessandro Ammendola – Abitudine
A tutto ci si abitua, persino all’idea della sofferenza.
A tutto ci si abitua, persino all’idea della sofferenza.
Pigro, osserva la formica, considera le sue abitudini, e ravvediti!.
Scrivo la mia vita per ridere di me e ci riesco. Scrivo tredici ore al giorno, e mi passano come tredici minuti. Qual piacere ricordare i piaceri! Ma qual pena richiamarli a mente. Mi diverto perché non invento nulla. Ciò che affligge è l’obbligo che ho, a questo punto, di mascherare i nomi, dal momento che non posso divulgare gli affari degli altri.
Ogni diatriba umana vede ambedue le parti concettualmente convinte d’esser nel “giusto”. Non è possibile.
Certe abitudini sono dure a perdere. Il corpo a volte ci tradisce non solo dimenticando, ma anche conservando intatte le sue momerie…
L’Ospedale è un istituto pubblico per la cura dell’ammalato ma spesso prima che abbia un posto letto deve implorare il primario del reparto.
Scrivo per lasciare traccia di me del mio cammino lungo questo sentiero che Dio mi ha donato.