Alessandro Ammendola – Abitudine
Si passa spesso da un problema all’altro, dimenticando le conseguenze.
Si passa spesso da un problema all’altro, dimenticando le conseguenze.
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
I lavoratori aspettano l’alba per incamminarsi al lavoro, altri l’oscurità.
Le persone non cambiano ti fanno credere che sono cambiati ma restano sempre le stesse.
Se per gli addii prima o poi ce ne facciamo una ragione, alle presenze assenti no!
La speranza è la necessità per un credente e la priorità per un pessimista.
Non dimenticare le parole che ti dicono quando sono arrabbiati; perché sono le parole che hanno sempre voluto dire.