Alexandre Cuissardes – Società
Dei fallimenti ci ricordiamo sempre la parola “fallito”, più raramente pensiamo a chi ha provocato i fallimenti, che spesso è il vero criminale.
Dei fallimenti ci ricordiamo sempre la parola “fallito”, più raramente pensiamo a chi ha provocato i fallimenti, che spesso è il vero criminale.
E finalmente arriva vestita come sempre, come mai, dei suoi panni universali e senza tempo, e finalmente arriva, cupa come solo chi sa di avere così tanta bellezza si può permettere di essere, arriva grazie ad una sbronza, grazie ad una fuga, ad una vergogna, grazie a presenze ostili, e la senti, ti da il terrore, ti spacca in due, ma finalmente è la fine, oltre il calvario il volo il tonfo, la morte che ti fa smettere di morire ogni giorno, ed io che ho pagato cosi tanto da non poter più dare niente l’accetto perché la volevo, attesa ed inattesa allo stesso tempo, la morte che spero sia dolce con me quanto dura dovrà essere d’ora in poi la vita per chi l’ha provocata.
Tutti siamo potenziali criminali. Il crimine non ha sesso né posizione geografica né religione.
Da tempo la realtà è diventata una favola, la favola un sogno, la rivoluzione un destino.
Quando alle persone si tolgono i diritti è un po’ difficile imporre i doveri.
Io non sono una cosa e la mia spesa un’altra cosa. La mia spesa sono io. Che la nostra spesa e il nostro carattere siano due, è il vizio della società.
Chi vuole capire come è esattamente il paese, se è di destra deve leggere i giornali di sinistra, se è di sinistra deve deve leggere i giornali di destra. Chi non legge ne gli uni ne gli altri invece dimostra di avere le idee chiare su come è il paese.