Andrea G. Pinketts – Libri
Ero fortunato ad avere ancora mia madre che, occupandosi di me, mi permetteva di protrarre l’adolescenza. Molto fortunato. Ero nato con la camicia: tanto valeva che me la stirasse.
Ero fortunato ad avere ancora mia madre che, occupandosi di me, mi permetteva di protrarre l’adolescenza. Molto fortunato. Ero nato con la camicia: tanto valeva che me la stirasse.
La scrittura è distillazione delle parole e meglio di tante ciacole, dice una buona pagina.
Per ogni libro degno di essere letto c’è una grande quantità di carta straccia.
Diceva che sono pochi, pochissimi i libri che terminano con l’ultima riga, e sono i più crudeli, perché non ti danno il tempo di salutare la storia, i personaggi, di distaccarti con la lentezza e la malinconia che inevitabilmente caratterizzano la fine, quando conti le pagine per vedere quanta storia puoi trascorrere ancora insieme all’autore. Non c’è amore più intimo e incompreso di quello di un libro che ti piace, mi ripeteva, e a me sembrava il discorso di un vecchio.
È vero che la capra mi ha mangiato i librima io ho mangiato la capra.
È molto raro che gli Elfi esprimano il loro parere, poichè i consigli sono doni pericolosi, anche se scambiati fra saggi. E tutte le stade possono finire in un precipizio.
Era venuto il momento di guardare al futuro, i muri che aveva costruito intorno a sé avevano incominciato a crollare. Theresa aveva pianto quasi tutta la notte, ma il mattino successivo sapeva che cosa doveva fare.