Angelo Longobardo – Speranza
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
Se ti chiedo un anelito di speranza, non mi rispondere con la voce dell’incoscienza. La grammatica del cuore coniuga l’infinito di ieri col presente di futuro.
La pazienza è la speranza più timida, ma anche la più tenace.
Ho ancora voglia di alzare gli occhi al cielo. Perché nonostante i dolori e le delusioni, voglio che il mio cuore non smetta mai di conoscere il significato della parola speranza.
Sperare è sempre un dono, sempre a volte ciò che sente il cuore la mende camuffa l’importante e lui questo il cuore.
Non vivo di sogni, né di speranza io vivo per provare a stare bene. Amo i gesti semplici, amo chi promette e poi mantiene e amo quelle piccole emozioni che mi suscitano le persone pulite.
La speranza non è formata di solo parole buttale lì a caso. La speranza è qualcosa di molto più profondo. Intimo e personale. Essa possiede ali forti per volare nelle tempeste della vita, dimora nelle anime dei più coraggiosi e temerari. Non si accontenta dell’oggi, vuole anche conquistare il domani. Nulla la trafigge e la sconfigge se le sue radici sono impiantate nei valori più profondi dell’esistenza. Punta e mira ad un solo motto e obbiettivo da raggiungere: vivere per essere, essere per vivere.
C’è una luce sottile che riflette da un cuore che ama: la speranza che ogni giorno qualcosa di buono succederà.