Anna Rijtano Mallus – Stati d’Animo
Reggo così bene il peso delle mie infelicità che non potrò mai essere una vera infelice.
Reggo così bene il peso delle mie infelicità che non potrò mai essere una vera infelice.
Le donne della mia isola hanno occhi di ossidiana profondi e magici, i loro capelli morbidi e corposi sono come piume di poiana che al sole estivo risplendono come fili di rame ed ottone, il loro corpo è sinuoso caramello. A loro la mia isola le ha fatte con la pancia e con il cuore, mentre a me disse alla mia nascita: ti darò il mare negli occhi e del mare porterai la sua calma smeraldina come il grigio indaco della sua furia, sarai chiara come le nuvole d’aprile e avrai i suoni dei miei animali nella tua mente, ti donerò i miei venti e le ginestre selvatiche che profumano le scogliere, ti porgerò gioie ma come è per me non ti solleverò dal dolore né dai dispiaceri. Ed è in questo istante che la voce di mia madre si fuse con la voce della mia terra.
Più mi attaccano più sarà forte, determinata, inflessibile la mia opposizione.
Un giorno un saggio disse: “chiudi gli occhi e dormi, così il dolore fa meno male”.
Non mi interessa la sua entità, ho solo bisogno di percepire un brivido, un delicato soffio di vento sulla pelle che lentamente mi sussulti il remoto. Delicatamente mi riesumi il sepolto.
Dedicare il tempo a chi ci fa dimenticare il tempo.
Le ferite esteriori guariscono molto più in fretta di quelle interiori…