Anonimo – Morte
Ora tu mi guardi come se fossi un assassino ma quello che sta morendo sono io.
Ora tu mi guardi come se fossi un assassino ma quello che sta morendo sono io.
Uno dei modi con cui facciamo i conti con la morte è attraverso l’immaginazione.
L’uomo teme la morte eppure non dovrebbe. Il nulla non può far paura.
In punto di morte non piangete, è l’ora della gioia.
Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla
Sono sempre molto colpito vedendo la gente semplice commuoversi davanti al dolore di un bambino, di una madre, di un vecchio. Di fronte alla miseria, alla povertà, alla sofferenza dei deboli. Mi turba la gente che piange per la morte di un missionario, di un poliziotto, di un personaggio noto e amato, che porta un mazzo di fiori davanti alla sua casa o al suo funerale.
Lui è morto, ha portato via con se il caldo, il sole. Io non lo so cosa c’è dopo la morte, so solo perchè mi ha rubato l’amore, adesso sono incavolata nera con lei, perchè lui era mio, perché me l’ha strappato dalle mani, forse dovrò saldare questo debito con la signora nera, forse capirà la mia rabbia, ma quando la incontrerò di sicuro mi restituirà ciò che è mio, allora lo sarà per sempre.