Anonimo – Stati d’Animo
La felicità non è una meta di arrivo, ma un modo di viaggiare.
La felicità non è una meta di arrivo, ma un modo di viaggiare.
Si può essere come una bottiglia di vino senza etichetta, di cui non si conosce il sapore né il colore allora si deve imparare a sopportare le etichette che altri anche senza aver neppure sentito il profumo del vino saranno soliti appiccicarti.
L’amore non è un qualcosa dovuto a un fascino esteriore, ma ad un richiamo interiore.
Il tempo compone nella memoria gli episodi salienti, cancella le righe fitte dei giorni in cui i gesti e le parole sono fatti per durare da un’alba ad un tramonto. Il nostro amore durerà fino all’apocalisse.
Mi sento di troppo. Chiedo troppo, troppo paranoica, troppo bisogno di sicurezze, certezze. Il continuo bisogno di essere ripresa, amata, considerata. Infondo ho bisogno solo di riempire gli spazi vuoti che mi hanno lasciata, con un disperato bisogno di essere protetta.
Mi piaccio come sono, anche con i miei difetti. Mi amo così senza sentire il bisogno di essere necessariamente diversa. Posso migliorare, posso attenuare alcuni miei lati e modi, ma non posso essere diversa perché non sarei più me stessa. Se se ti vogliono completamente diversa beh non è te che vogliono e quindi che cerchino altrove!
Aò ma quanno te pia mica te passa più eh. Ce provi a guardatte intorno, a parlà coll’altre ma quanno te pia, te pia. O sai che c’è, na vorta che sai quello che voi, te ne ponno passa pure duecento davanti, nun te fili nessuna. Tanto non so quello che voi te, che ce fai? Quanno te pia, te se riattorcina o stomaco, quanno ce parli, nun je faresti mai niente de male. Pe te lei diventa un fiore dentro sta valle de stronzi, l’unica cosa che te sta a core. Quanno te pia ce fai l’amore solo a guardalla nell’occhi, che nte pare vero quanno ce l’hai davanti e li poi guardà. Te po esse distante, te po fa diventà ignorante, ma quanno te pia, te pia.