Anthony Prosperini – Desiderio
Vorrei essere diverso, vorrei ma alla fine non sarei più io.
Vorrei essere diverso, vorrei ma alla fine non sarei più io.
Non è momento di vita il momento che non ci sei.
Se tu potessi sporgerti a guardare gli abissi del mio cuore ricolmi dell’amore per te…
A scaldare bene un letto sono bravi tutti e tutte. Ma scaldarti il cuore e arricchirti la vita è un’altra cosa.
I nostri corpi inaspettatamente compenetranti erano un incontro unico di carne e dolorose attese, inno ingiustificato a quella vita che finalmente ci aveva sorpreso. Sospesi in un abbraccio eterno, quella piccola stanza nel cuore di Roma era il nostro ritaglio di paradiso, il nostro improvviso riscatto da un’esistenza tiepida e senza tumulti. In quella stanza benedetta, vergine per noi, priva di qualunque orpello inutile, oltre all’ansare del nostro respiro, non c’erano altro che cielo e luce e quell’atto sessuale veniva a completare un amore che, ora, veramente, non veva bisogno d’altro.
Il suo corpo era un arazzo appeso alle pareti del mio desiderio.
Disperarsi per quello che poteva essere ma non è stato è tempo perso.