Antonella Coletta – Silenzio
Più cresco e maggiormente apprezzo il silenzio. E sinceramente confesso che di lui, giammai, ci si sazia.
Più cresco e maggiormente apprezzo il silenzio. E sinceramente confesso che di lui, giammai, ci si sazia.
Io credo non sia giusto insistere. Non è che ciò comporti un menefreghismo di fondo, anzi il contrario. Comporta rispetto. Non si può costringere le persone a volerci bene e restarci al fianco sempre e comunque. Non si deve. Non è rispettoso né per noi stessi né per loro. Dopo aver fatto il massimo che puoi per far capire ad una persona che a lei tieni, che la hai a cuore giunge il momento di dire basta. Il lasciar andare indica libertà e affetto vero. Io sono una persona così. Mi chiudo se attaccata. Chiedo spiegazioni e dico in faccia che sto male o che voglio troppo bene. Alla fine mi rendo conto che valgo benissimo anche da sola. Che non posso rincorrere sempre le persone o cercare di capirle. Vorrei esser ascoltata e compresa anch’io. L’unica cosa che resta a volte da fare… è semplicemente lasciare loro la strada libera.
Certi “ti amo” piovono così, nel bel mezzo di un niente, come pronunciati per sciacquarsi la bocca dopo un pasto di silenzi.
Amo guardarti… mentre una lacrima scende spezzando il silenzio.
La gente rovina tutto sempre. Prova piacere forse, non so. Ne trae gusto, soddisfazione mentre ti prende a calci sul cuore. La gente insinua ed io non lo tollero. Amo le cose dette in faccia anche se potrebbero ferire… trovo sia da falsi e conigli trattenere le parole e poi schiaffettarle per “sentito dire” o tramite altri mezzi. Non ho più stima di dette persone. Sono in chiusura totale con esse. Ho deciso, da oggi, di non perdonare. L’amore e l’amicizia non sono in saldo. Soprattutto a casa mia.
Non si sta in silenzio perché non si sa cosa dire, ma perché ci sarebbe troppo da dire.
È quel silenzio che mi uccide. Ma tu credimi quando, mentendo, ti dico :”è tutto ok”.