Antonio Belsito – Morte
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
Vanno via col callo della vita alle dita, lasciando l’inchiostro che è passato nelle vene.
L’amore lo guardi, lo prendi, lo tocchi, ci giochi, lo sfiori; poi, lo ricordi, lo pensi, lo vivi. L’amore è sempre: è un fiore che si schiude, una nuvola che impegna il cielo, un fulmine all’orizzonte. L’amore è un albero mosso o commosso dal vento, l’amore è una farfalla che si poggia su un ferro arrugginito, l’amore è il raggio del sole che colora le onde del mare. L’amore non ci abbandona ma è come le stelle che – anche quando sembrano sparire – comunque, brillano.
Perché dovrei temere il dolore e la morte se sono la naturale conseguenza della vita?
L’amore è ciò che senti anche se non vedi, se non conosci, se non sai; ti batte dentro perché percepisci, perché si muove e, seppur cerchi di contenerlo, nasconderlo, negarlo, permane. Cerchi di eluderlo ma è lì che ti aspetta, cerchi di sfuggire ma è lì che ti esorta, cerchi di non viverlo ma è voglia.
Non si è soli quando qualcuno se n’è andato. Si è soli quando qualcuno non è mai arrivato.
La morte non esiste, è solo un altro grembo da abbandonare per rivedere la luce.
Il più vile degli assassini è quello che ha del rimorso.