Mahatma Gandhi (Mohandas Karmchand Gandhi) – Morte
Dobbiamo essere contenti di morire se non possiamo vivere come uomini o donne liberi.
Dobbiamo essere contenti di morire se non possiamo vivere come uomini o donne liberi.
Peccato che se ne vadano le brave persone, perché la spazzatura non la vuole nessuno!
Polvere siamo, polvere diventeremo e anch’io non mi sento in grande spolvero.
Morire: richiede appena un breve momento.
I miei cari che se ne sono andati, mi hanno lasciato ricordi belli e anche brutti nella memoria, perché non erano perfetti, come non lo sono io, come non lo è nessuno. Ma nel mio cuore hanno lasciato solo amore, tanto amore! Che custodisco con cura. Perché era il meglio che potevano lasciarmi. È quello che di meglio possiamo lasciare a quelli che rimarranno dopo la nostra partenza. Il nostro amore!
Niente c’è di temibile nella vita per chi è veramente convinto che niente di temibile c’è nel non vivere più. Il più terribile dunque dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte noi non siamo più. Non è nulla dunque né per i vivi né per i morti, perché per quelli non c’è, questi non sono più.
Bisogna dire che Tolstoj arrivò a 82 anni e Dostoevskij a 59. 23 anni sono un periodo molto lungo. Tolstoj sarebbe Tolstoj se fosse morto già nel 1887? L’ingiustizia dell’età è assolutamente insuperabile.