Antonio Curnetta – Filosofia
In compagnia è difficile raggiungere la serenità, ma in solitudine è impossibile conoscere la felicità.
In compagnia è difficile raggiungere la serenità, ma in solitudine è impossibile conoscere la felicità.
Strana la vita. certe volte ci ostiniamo a ricordare qualcosa che forse andrebbe solo dimenticato.
Per chi dunque si occupi di passioni e di contese e in esse si affligga, inevitabilmente tutte le sue opinioni saranno mortali, e neanche il più piccolo particolare trascurerà per diventare il più possibile mortale, incrementando appunto tale parte: chi invece si è occupato dello studio della scienza e delle riflessioni sulla verità ed ha esercitato soprattutto questa parte di se stesso a riflettere sulle cose immortali e divine, se viene a contatto con la verità, è assolutamente necessario che, per quanto sia ammesso dalla natura umana, prenda parte dell’immortalità, senza trascurarne neppure una parte, e, come colui che venera una divinità e mantiene in ordine il divino che abita in sé, sia particolarmente felice.
Il trentadue è sempre un numero che porta guai. Molti guai.
Sò come ci si sente… ad avere la maturità di un 60 enne e le paure di un adolescente… forse è da li che nasce l’arte… da quella continua sofferenza che ti prende e non ti lascia mai… dei giorni di meno dei giorni di più ma… lei è sempre li.
C’è chi ha trovato l’eternità nell’arte, chi nell’amore, chi nel male, chi nei figli, chi nell’alba e nei tramonti…Personalmente, sono convinto che l’importante sia non smettere mai di cercarla.
Una persona la si riconosce dagli occhi, essi sono lo specchio dell’anima, racchiudono tutto noi stessi, sono un’immensità di emozioni focalizzati in un unico punto.