Antonio Curnetta – Filosofia
La più piccola cosa compiuta vale più di cento cose pensate.
La più piccola cosa compiuta vale più di cento cose pensate.
Il giorno nasce avvolto da un magico silenzio. Eppure il mondo non dorme, ma la bellezza dell’alba lo lascia senza parole.
Dio non può pensarsi se non come l’essere di cui non si può pensare il “maggiore” quindi se niente è maggiore è implicita la sua esistenza.
La sera comincio a sognare ad occhi aperti, immaginando cose che probabilmente non accadranno mai, ma per addormentarmi ho bisogno di raccontarmi le favole.
Nel letto è nudo il corpo, nei sogni è nuda l’anima.
Quanto più quelle scritture apparivano incongrue con le loro tradizioni e concezioni, tanto più dovevano forzarne l’interpretazione, per renderle più consone ai loro bisogni morali e culturali. Si consolidò così questa molteplice tradizione interpretativa, “falsificante” quanto altra mai, e che pure costituì quel plurimillenario esercizio intellettuale che affinò così straordinariamente le virtù logiche di noi europei. È una mia ipotesi: ma il cavillo può diventare sottigliezza, il puntiglio può diventare rigore, l’arbitrio può diventare inventività, l’astrazione può rovesciarsi in universale concretezza. Così, del resto, la retorica e l’euristica greca del V secolo a.c. fornirono le armi logiche alle grandi riflessioni di Platone e di Aristotele, che restano le fonti massime di tutta la riflessione filosofica di noi occidentali.
L’anima è la misura del tempo e il tempo è la distensione, la durata dell’anima.