Antonio Papi – Stati d’Animo
Ho sempre considerato l’invidia e la gelosia degli altri come un termometro della mia serenità.
Ho sempre considerato l’invidia e la gelosia degli altri come un termometro della mia serenità.
Non penso di aver capito se ti devo cercare al di là della mia mente o dentro me stessa. Se chiudo gli occhi ci sei. Se ti cerco con lo sguardo non ti vedo. Io non ho capito da che parte devo guardare.
Sono perennemente affamata di realtà. L’illusione non mi “sazia” nemmeno a colazione.
Non comprendo l’assurdo bisogno di etichettare tutto, rapporti, esseri umani, sentimenti, la necessità di ingabbiarli in anguste definizioni. Ho sempre amato tutto ciò che non abita nelle parole, non intendo l’indefinito, ma l’indefinibile.
Vorrei che le distanze si accorciassero e che i sentimenti si toccassero.
Lancio un pensiero dentro un lago che mi restituisce indietro le increspature di un piacevole ricordo. E prende forma su quella superficie acquosa il riflesso di una nuova dimensione dove galleggiano tutte le emozioni del mondo. Guardo l’orologio senza lancette che penzola dal mio polso, lo lascio cadere e mi tuffo per ritrovare il tempo perduto.
Ci sono sguardi che dicono tutto… e parole che non esprimono nulla.