Antonio Papi – Stati d’Animo
Solo chi conosce la sensibilità la capisce la percepisce e la segue.
Solo chi conosce la sensibilità la capisce la percepisce e la segue.
Sono una lunatica rompipalle, non mi va mai bene niente. Quando mi arrabbio sono pessima e aggressiva. Se mi sento ferita divento cattiva e se mi rendo conto che si sono presi gioco di me anche bastarda. Però malgrado questi miei difetti almeno io sono vera, istintiva e non vivo di copioni! Non sarò perfetta ma non mi cambierei mai con quei perfettini del cazzo che hanno al posto di pensieri, ragionamenti e idee proprie squallidi copioni mal interpretati!
Non c’è conflitto fra testa e cuore. E i pensieri non sono altro che la maschera dei sentimenti.
Nel mio immaginario non c’è solo il compimento, c’è la tensione, lo spasmo, il prolungare, il confondere il piacere con una piccolissima punta raffinata di dolore, il rimandare, il fermarsi, il soffermarsi, l’imbarazzarsi, restare senza parole, restare preda. La mia voglia di dare, in realtà, è una forma di drastico egoismo, non è neppure, semplicemente, ricevere, ma è usurpare, rubare e depauperare. È un cavallo legato al giogo costretto a fare il giro, imbrigliato com’è, ma che s’incazza e s’imbizzarrisce e vuole scalciare. Tradurre ogni pensiero in parola mi è difficile; sono come il cavallo, con i paraocchi, non so dove me ne vado, vado perché mi sento tirare.
Il falso sperare è l’anticamera della follia.
Non esiste peggiore solitudine di quella vissuta in due.
La curiosità è la prova più limpida dell’ottimismo.