Antonio Prencipe – Felicità
Molte volte la felicità è solo una scusa involontaria alle nostre sofferenze.
Molte volte la felicità è solo una scusa involontaria alle nostre sofferenze.
Riconoscere la felicità quando è ai tuoi piedi, avere il coraggio e la determinazione di abbassarsi per prenderla fra le braccia e custodirla. Questa è l’intelligenza del cuore. L’intelligenza senza cuore non è altro che logica e non è un gran che.
La felicità è saper vivere l’intensità di un’emozione senza interrogarsi inutilmente sul dopo.
La felicità è qualcosa che si moltiplica quando viene condivisa.
Il millepiedi era felice, tranquillo; finché un rospo non disse per scherzo: “in che ordine procedono le tue zampe?”. Questo arrovellò a tal punto la sua mente, che il millepiedi giacque perplesso in un fossato riflettendo su come muoversi.
Poiché noi siamo fatti in modo che paragoniamo tutti a noi stessi e noi stessi a tutti, la felicità o il dolore dipendono da coloro con i quali stiamo a contatto, e nulla è più pericoloso della solitudine. La nostra immaginazione, che è naturalmente portata ad elevarsi, alimentata dalle fantastiche immagini della poesia, si crea una schiera d’esseri fra i quali noi occupiamo l’ultimo posto; e all’infuori di noi tutto ci sembra splendido e ogni persona perfetta. E questo è naturalissimo. Spesso sentiamo che ci manca qualche cosa e, proprio quel che ci manca, ci sembra di trovarlo in un’altra persona alla quale attribuiamo tutto ciò che noi pure abbiamo, e inoltre una grazia ideale. Così immaginiamo l’uomo felice. Ed esso è una creatura della nostra fantasia.
La felicità di stare fra le tue braccia, la voglia di baci.