Audrey Hepburn – Vita
Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un’altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri.
Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un’altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri.
Lo spaventapasseri è un oggetto povero e malandato. Col tempo la paglia marcisce e gli abiti si riducono a brandelli eppure, questo spauracchio senza valore, è una “espressione” di intelligenza del contadino, tant’è che riesce molto bene nel raggiungimento dello scopo; spaventare cioè gli uccelli testardi, i passeri appunto, duri a capire. In ognuno di noi vive latente uno spaventapasseri che emerge quando occorre spaventare chi, alla lunga, non ha capito l’importanza di sani principi quali rispetto e coerenza, ma soprattutto non ha compreso l’essenza del nostro essere e che per questo ci piace metterli in fuga.
A diciotto anni le convinzioni sono le colline da cui ci affacciamo alla vita. A quaranta sono le caverne in cui ci nascondiamo.
Muore una parte di noi ogni qualvolta siamo tristi: la felicità è vita.
Le parole che contano partono dal cuore, per arrivare al cuore.
Non so se sono andato sempre nella giusta direzione, sicuramente mi sarà capitato di passare col semaforo rosso, o di svoltare dalla parte sbagliata, però so che durante questo pazzesco e irripetibile viaggio chiamato vita la strada l’ho sempre ritrovata.
La vita è un grande punto interrogativo: un susseguirsi di domande alle quali troverai solo sporadiche risposte.