Barbara Frau – Tempi Moderni
Mi domando che cosa rimarrà della nostra generazione. Forse solo i selfies.
Mi domando che cosa rimarrà della nostra generazione. Forse solo i selfies.
Si chiamano “amore” su Facebook e poi si cornificano su Skype.
Non può l’uomo solcare mari su zattere alla deriva, cercando briciole di sopravvivenza, ma deve perlustrare la propria terra, scavare intorno a sé, cercando le radici di valori che germoglieranno nella civiltà, albero vitale in costante rinnovamento.
Stiamo nel 2015 e si fraintende ancora affetto e amicizia con maliziosità e altro.
Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l’alcool o la morfina o l’idealismo.
Non siate le libertà di nessuno; ma cercate la libertà nell’essere voi stessi.
Il poveraccio che chiami così è magari un padre che sta lottando contro tutti per poter lavorare e rendere felici i propri figli, la ragazza che chiami anoressica sta cercando di mangiare e non di vomitare, la signora che chiami vecchia sta tentando di farsi accettare non per le rughe ma per l’esperienza che ti può raccontare come si raccontano le storie di vita, il ragazzo gay non è un diverso ma è colui che riesce a mostrarsi al mondo per quello che è, senza vergogna. Se non sai nulla di loro, osservali, aprendo gli occhi e non la bocca.