Bernardo Panzeca – Figli e bambini
Le fiabe servono più ai grandi che ai piccoli. Quest’ultimi sanno già come parlare a un topino.
Le fiabe servono più ai grandi che ai piccoli. Quest’ultimi sanno già come parlare a un topino.
I bambini che scappano, si guardano alle spalle per vedere se il papà li rincorre. Se non lo fa, lo aspettano, fregandosene del vantaggio.
Il ricorso a una bambinaia per l’accudimento infantile non dovrebbe essere un’usanza ormai da-tata?
Quello che è bene per i bambini lo è anche per gli adulti, non il contrario.
I migliori passi della nostra vita li abbiamo fatti sui piedi dei nostri genitori.
Il dono più grande che la vita mi ha fatto: sono i miei figli, gli unici che qualunque cosa accada mi ameranno per sempre, come io farò con loro. Anche oltre la vita stessa. Loro e solo loro mi regaleranno i momenti più belli della mia esistenza. Loro e solo loro, mi faranno la persona più felice e serena del mondo, sempre e comunque. Dovunque li porterà il destino, saranno con me come io sarò con loro. Presenti sempre nel cuore ogni giorno per scaldarmi l’anima.
Dio creò l’uomo, lo lasciò al suo destino e l’uomo decise di venerarlo nonostante non potè più rivederlo. Oggi, se un padre lascia il proprio figlio al suo destino per motivi che solo lui può conoscere e di cui magari si vergogna, il figlio finisce per giudicarlo come un “verme” senza sapere che magari il padre prese la decisione di fargli intraprendere una strada diversa per potergli donare un futuro migliore. Il mondo ha un senso che non riuscirò a capire mai.