Boris Pahor – Libri
In questo momento vorrei dire qualcosa ai miei compagni, ma ho la sensazione che tutto ciò che riuscirei a dire sarebbe insincero. Io sono vivo, perciò anche i miei sentimenti più schietti sono in una certa misura impuri.
In questo momento vorrei dire qualcosa ai miei compagni, ma ho la sensazione che tutto ciò che riuscirei a dire sarebbe insincero. Io sono vivo, perciò anche i miei sentimenti più schietti sono in una certa misura impuri.
Il sussurro della pioggia graffiava i vetri del primo piano.
Quelli che stai guardando sono ricordi. In questo caso riguardano un solo individuo. Questo è forse il ricordo più importante del mio raccolto, vorrei che lo vedessi.
Zero deve essersi distaccato da quei sentimenti di allora.
Fargli comprendere il mio dolore sarebbe stato esprimere quei sentimenti che lui non vuole conoscere. Quella che si ama sono io, quella che stanotte ha reso i suoi capelli nuovamente lucenti dopo averli spazzolati con cura cento volte, quella che ha ritrovato la morbidezza fanciulla delle labbra. E che si è baciata, condividendo con se stessa l’amore che ieri le è stato negato.
“Pronto?””Farò di te una stella!””Sei ubriaco?””Forse un po’, ma è del tutto irrilevante. Hic!””Ma… sono le dieci del mattino! Non sei ancora andato a letto?””No. Hic! Sono sul treno, e andrò a letto fra tre ore circa.””Tre ore! Ma dove sei?””Sono a Galway. Ieri era la serata dei premi””Scusa la mai ignoranza, Declan, ma quali premi?””Non te l’ho già detto?””No.””Avevo detto a Jack di dirtelo. Quel bastardo…””Bè, non mi ha detto proprio niente. Allora?””Ieri sera la serata degli Student Media Awards, e io ho vinto!””Il premio è che la settimana prossima il mio film sarà trasmesso da Channel Four. Ci pensi? Diventerai famosa, sorellina!”
Quando scrivi la tua autobiografia, ogni pagina dovrebbe contenere qualcosa che nessuno ha mai sentito prima.