Carl William Brown – Libri
Alcuni scrittori creano la retorica della stupidità, altri la individuano e la combattono. I primi sono di gran lunga più numerosi.
Alcuni scrittori creano la retorica della stupidità, altri la individuano e la combattono. I primi sono di gran lunga più numerosi.
Da quando esiste il mondo sono stati scritti molti libri, ma il mondo è rimasto profondamente stupido ed è per questo che ho deciso di scrivere un testo contro la stupidità.
Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dal mangiare, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l’ampiezza del disastro. Con queste misure davanti agli occhi, la giornata sarebbe migliore, l’illusione bandita, il paesaggio chiaramente delineato. Ma se si pensa alla propria sventura tra due forchettate, con l’orizzonte ostruito dall’imminente ripresa del lavoro, si prendono delle cantonate, si valuta male, ci si immagina messi peggio di come si sta. Qualche volta, addirittura, ci si crede felici!
“Hattie mi invitava sovente a esprimere un giudizio definitivo su Duponte e sul suo carattere.Non riuscivo a dire niente. Non riuscivo a formulare nulla di adeguato.Conservavo il ritratto tanti anni addietro, ma quella che in passato era sembrata una copia quasi perfetta ora non assomigliava per nulla a Duponte o, se è per questo, al barone. O meglio, non assomigliava a Duponte neanche lontanamente quanto le immagini impresse nella mia memoria.Eppure, rimase nella biblioteca di Glen Eliza, dove il mio amico era rimasto seduto tanto a lungo. Quando parlavo di lui, i nostri ospiti si meravigliavano che esistesse un uomo tanto raro. In quei momenti, l’interesse di Hattie per Duponte scemava. “Siete anche voi, caro Quentin, a renderlo possibile” asseriva; poi, mi rimproverava in modo scherzoso: “Si, è così, siete stato voi”.
Amare non significa rinunciare alla propria libertà, significa darle un senso…
Se alcuni poeti sono maledetti, la società è stramaledetta.
Il rispetto che l’umanità conferisce ai morti, che d’altronde non ne hanno bisogno, dovrebbe invece essere impiegato per i vivi.