Carlo Bisecco – Tristezza
Le più grandi tragedie non sono quelle di Euripide o di Eschilo oppure di Sofocle, le più grandi tragedie sono quelle che ci portiamo dentro.
Le più grandi tragedie non sono quelle di Euripide o di Eschilo oppure di Sofocle, le più grandi tragedie sono quelle che ci portiamo dentro.
La mia anima ferisce il mio corpo, il mio corpo sanguina per colpa del mio spirito.
A lungo andare mi sto accorgendo che anche io sto seguendo i passi di molte…
Una spalla su cui piangere… una mano alla quale aggrapparmi, uno sguardo per non essere solo… un sorriso per un sorriso… nulla più.
Nostalgia dei giochi spensierati sulle strade del paese, coi piedi nudi, sporchi d’asfalto. Nostalgia di un gelato al limone, fresco frizzante, comprato coi soldi del nonno. Nostalgia… di quella infanzia ormai lontana, di quella gioia provata nelle piccole cose. Una gioia che non ho più, una gioia che non ho dimenticato ma che ora non provo più.
Un batter di ciglia… il sogno finisce… torna la dura realtà.
Il rischio è il sale della vita. E chi porta ferite ancora aperte lo evita accuratamente.