Carlo Bo – Libri
In un mondo minacciato, la letteratura dovrebbe essere una guida, non un rifugio.
In un mondo minacciato, la letteratura dovrebbe essere una guida, non un rifugio.
Un uomo che prima ha guardato nella nebbia un filo d’erba della steppa e l’ha scambiato per un albero, non può più, dopo aver riconosciuto il filo d’erba, vedere in esso un albero.
Un bacio non è mai “solo un bacio”.
Niente come la lettura di un libro, nell’apparente quiete e nel silenzio può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita.
Non amo leggere, ma mi piace ascoltare il mio cuore, osservare gli occhi delle persone che mi permette di contemplare il loro cuore e ammirare lo splendore della loro anima.
“Era un carro funebre lustro ed elegante. I cavalli tenevano la testa bassa, quasi in segno di rispetto per il loro solenne carico.Nessun altro si voltò a guardare. […]Una cerimonia ebbe inizio e improvvisamente terminò in un tranquillo cimitero lì vicino.Scrutai i presenti tra la nebbia. Era come vivere in un sogno dove ogni cosa era una macchia indistinta, e scacciai la vaga sensazione che non mi sarei dovuto trovare lì. Dalla mia posizione accanto al cancello l’orazione del sacerdote suonava attutita. […]Erano le esequie più tristi a cui avessi mai assistito. […]Non vi fù nemmeno un fiore, nemmeno una lacrima”.
Il romanzo è certamente un lungo viaggio intorno al mistero del tempo. Ho sempre fame di tempo.