Carlo Gragnaniello – Stati d’Animo
La mia è una timidezza fatta da silenzi e paure…
La mia è una timidezza fatta da silenzi e paure…
L’estremo del dolore, come l’estremo della felicità, muta l’aspetto di tutte le cose.
Ogni giorno è l’attesa e ogni notte è l’incontro.
Noi mentiamo in continuazione, fingiamo di essere diversi per essere accettati, siamo deboli e troppo spaventati dalla solitudine. Creiamo un mondo fantastico che crediamo essere fatto su misura per noi, con le bugie. Poi, la sera, quando la giornata finisce e abbiamo bisogno di qualcosa di concreto, per accertarci che la nostra vita non è andata sprecata, capiamo quanto siamo miseri e insulsi. Un mondo senza menzogne sarebbe – sembra incredibile dirlo – quasi “ingiusto”. Bisognerebbe mentire con meno costanza, a piccole dosi, niente di particolarmente importante. Non ha senso trasformare la nostra vita in palcoscenico se poi alla fine, quando cala il sipario, non si ricevono applausi, ma lanci di oggetti.
Spesso capita che parlando molto di me mi confondo e parlo di qualcuno che non sono io. Spesso capita che parlando di qualcuno in verità sto parlando proprio di me. Spesso capita che ciò che diciamo tante volte sono dicerie o parole al vento, ma ciò che facciamo non lo è.
Le persone si nutrono di cose frivole inutili, ma il vero bisogno per il cuore sono le emozioni, tutti ne hanno bisogno per sfamare cuore e anima.
Quando non mi interessa più né morire, né vivere. La grande “d” sta bruciando l’anima.