Carlo Peparello – Vita
La vita è un continuo regalo dentro un altro regalo e le nostre delusioni non sono altro che pacchi vuoti ma pur sempre regali ricevuti e l’unica cosa che la vita ci chiede in cambio è di esistere.
La vita è un continuo regalo dentro un altro regalo e le nostre delusioni non sono altro che pacchi vuoti ma pur sempre regali ricevuti e l’unica cosa che la vita ci chiede in cambio è di esistere.
La vita è un viaggio. Non importa la durata, ma i momenti, gli attimi. Siamo noi a sceglierne la direzione, la destinazione. Cerca dentro te la luce nel tuo cuore, perché solo grazie ad essa potrai superare il buio, le tenebre, che la vita stessa ci dà.
Tutti vorrebbero avere dei superpoteri, ma nessuno pensa al fatto che ad averli si soffre di più.
Ogni cammino è cosparso di spine e di rose. L’importante è camminare.
Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, è la legge che non è uguale davanti ai cittadini.
Se non ci fosse ignoranza non esisterebbe intelligente a questo mondo.
Due parole. Giusto per uscire da un casino e infilarsi in un altro. Due parole, tipo “Ti amo”, dette controvoglia alla persona sbagliata o alla persona giusta che in quel momento non ne ha voglia. Due parole che possono pesare come due macigni rotti di cui ci si dimentica l’inevitabilità dei conseguenti sassolini. Due parole, le giuste due. Quelle che chiudono un discorso che non avrebbe meritato di essere stato aperto. Due parole per prendere le distanze dalle circostanze. Due parole per uscire da un tamponamento a catena, appiedato, e guarda un po’, solo sulle tue gambe. Il problema è che quelle due parole non escono mai al momento giusto. Ti tempestano i rimorsi e i rimpianti perché non sono state tempestive. Si ricomincia, signori, con poca sintesi e molta enfasi quando le due parole si moltiplicano. A questo punto, giustappunto, è meglio andare a capo. A capo di una situazione imbizzarrita ma non imbrigliabile. A capo e sul dorso di una vita che si rivela un cavallo di razza tanto più è incrociata. Un cavallo a un crocevia. Questa è la soluzione. Un cavallo piazzato improvvisamente spiazzato da tutte quelle croci che se ne vanno via. Due parole: “Vado via”. Mi correggo: “Forse torno”.