Cesare Beccaria – Morte
Non è dunque la pena di morte un diritto, […] ma è una guerra della nazione con un cittadino.
Non è dunque la pena di morte un diritto, […] ma è una guerra della nazione con un cittadino.
Ho il terrore della morte. È per quello che vivo.
I misteri che si celano dietro la morte sono infiniti… come i ricordi delle persone che abbiamo amato.
Per la morte d’ognuno l’orgasmo di qualcuno.
La morte non impaurisce il giusto che ha vissuto amando.
Molte volte, sul punto si scoprire la ricetta dell’immortalità, mi distrasse la presenza spaventosa della morte…
Signore manda qualcuno, quando io me ne sarò andato, qualcuno che la faccia continuare a sorridere, qualcuno che le voglia bene, perché io da lassù nel vederla felice, sarò contento.