Count Jack – Paura & Coraggio
L’ansia da prestazione è come il potere dello strano uomo invisibile. Se quest’uomo lo guardi non può diventare invisibile, però se nessuno lo guarda eccolo che improvvisamente diventa invisibile.
L’ansia da prestazione è come il potere dello strano uomo invisibile. Se quest’uomo lo guardi non può diventare invisibile, però se nessuno lo guarda eccolo che improvvisamente diventa invisibile.
Due sono le virtù che non bisognerebbe perdere mai, il coraggio delle proprie debolezze e la forza necessaria a sostenere il peso delle emozioni.
La paura è inversamente proporzionale alla fiducia.
Se avessimo idea fin dal primo battito di ciglia di cosa ci riserva la giornata che va ad iniziare, l’umanità sarebbe una specie in perenne in letargo, incapace di abbandonare il guscio rassicurante delle coperte per andare là fuori ad affrontare la vita. Per questo gli uomini sono dotati di incoscienza del futuro.
Il coraggio più vero viene fuori quando hai tutti contro. È il coraggio delle tue azioni, dei tuoi sentimenti, delle tue idee che devi sostenere quando ci credi fermamente.
È l’ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio… nient’altro…
La volgarità è il pretesto principe con cui i tromboni, di tutte le epoche, hanno cercato di tappar bocca alla satira. Si parva licet, anche del Boccaccio dicevano che era volgare e anche lui difendeva la sua arte, come me in questo momento. La verità è che la satira non è volgare, è esplicita. La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite. È il potere liberatorio della satira, secondo la tradizione millenaria che dalle sette dionisiache arriva fino al nostro Carnevale. Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo.