Cristina Cossu – Desiderio
Dopo tanto rumore disordinato e inconcludente, apro le mie braccia alla solitudine.
Dopo tanto rumore disordinato e inconcludente, apro le mie braccia alla solitudine.
Calore infinito che si alimenta dai saturi vapori del tuo alito, respiro che nutre questo focolare che senza quiete arde, spargendo il suo fuoco in ogni angolo dei nostri corpi. Dimena forte le sue faville attraverso le arterie che arrivando diritte al cuore infuocandolo di te, zampilli accesi che scendono giù a marcare le pareti della mia anima, graffiti incisi a fuoco da questa passione arroventata che non ha tregua.
Non si può desiderare così profondamente una donna a caso ma soltanto e semplicemente una donna. La tua.Perché probabilmente è facile far esplodere di passione un uomo, che non vuole che te, e amare il suo corpo, essendo muschio e terra, fragranza indiscussa di attimi carnali, per coglierne infine il seme dell’estasi.Ma davvero improbabile strappargli il gemito primordiale, il vagito dell’anima, l’essenza. Tutto in una volta, la prima e poi tutto per sempre.
È inutile sognare di diventare farfalle se ancora dobbiamo essere dei bruchi.
Dura è la lotta contro il desiderio, che ciò che vuole lo compra a prezzo dell’anima.
La verità è che il desiderio è un bisogno che abbiamo paura di confessare.
Mi piace la complicanza che induce un senso non condiviso e il desiderio fervente che si crea nell’attesa di viverlo, peccato che poi il desiderio è meglio.