Cristina Sali – Silenzio
Chi mi guarda mi vede uguale, chi ascolta i miei silenzi sente che sono diversa.
Chi mi guarda mi vede uguale, chi ascolta i miei silenzi sente che sono diversa.
C’è silenzio dentro il mio essere. Un silenzio acuto che urla e che echeggia in ogni particella del cuore. Urla al vento tempestoso dell’anima che si cheta. Urla nella testa: basta, basta, basta! Urla alla disperazione di un altro giorno perduto in quest’angoscia, senza di te, che non ci sei più!
Il silenzio è più sopportabile con il passare degli anni.
Cos’è il silenzio. Forse l’idea muta che si sollazza di rassegnazione nell’io. È forse luogo temporale ove l’anima ascolta solo se stessa. Oppure piacevole andamento di pacatezza silente ritrovata dopo frastuoni di eventi, talvolta cercata, cullata da molti. Ma perché capita che, invece, in taluni diviene macigno posto a chiudere gli occhi anche a sogni che guardano oltre, che li frantuma, negando visibile così ogni panorama soleggiato di sensazioni. Il silenzio è spesso rumoroso d’effetti dolenti quando vi si riflette l’abbandono della voglia di vivere e non capacita nessuna mente a sentirsi libera da pericolosi incombenti pensieri di resa! Il silenzio non confronta alternative, a volte!
Genitori, lasciate liberi i vostri figli, lasciateli liberi di scegliere, liberi di crescere. Gli avete dato la vita, ma non per questo avete il diritto di rovinargliela, o di non fargliela vivere come vogliono loro, ognuno di loro appartiene a se stesso, non sono oggetti e non sono di vostra proprietà. Genitori, ascoltate i vostri figli, date loro il buon esempio, ma non fateli diventare il plagio di voi stessi, loro non saranno mai voi e voi non potrete mai essere loro. Genitori, proteggete i vostri figli, ma non rinchiudeteli sotto una campana di vetro, per scoprire il mondo è necessario sperimentare e a volte per maturare occorre errare. Genitori, amate i vostri figli e accettateli, per quello che sono.
Se solo tu sapessi cosa cè in un silenzio, forse ti fermeresti un attimo ad ascoltarlo.
Tra le aurore glaciali del silenzio, divampa il più intimo pathos.