Dal Vangelo di Luca – Religione
Un giorno Gesù disse ai suoi discepoli: State bene attenti. Se un tuo fratello ti offende, tu rimproveralo.Se poi si pente di quello che ha fatto, tu perdonalo.
Un giorno Gesù disse ai suoi discepoli: State bene attenti. Se un tuo fratello ti offende, tu rimproveralo.Se poi si pente di quello che ha fatto, tu perdonalo.
Non ho bisogno di credere in Dio, ho bisogno che Dio creda in me.
Se dunque esiste una verità che la storia ha reso indubbia, questa è proprio l’estensione sempre minore della porzione di vita sociale che la religione ricopre. In origine essa si estendeva su tutto; tutto ciò che era sociale era religioso; i due termini erano sinonimi. In seguito, a poco a poco, le funzioni politiche, economiche, scientifiche si sono rese indipendenti dalla funzione religiosa, costituendosi a parte e assumendo un carattere temporale sempre più accentuato. Dio – per così dire – che in principio era presente a tutte le relazioni umane, si ritira progressivamente da esse; abbandona il mondo agli uomini e alle loro controversie.
Nessuno può essere salvato, in virtù di ciò che può fare. Tutti possono essere salvati, in virtù di ciò che Dio può compiere.
Il Signore è Spirito e creandoci ci ha partecipato la dignità di quello che Lui è.
Se all’essere è concesso di operare e vivere in armonia con il creato, si può capire: la bontà, la gioia, la bellezza e la potenza dell’entità che ha creato l’universo.
“Tendiamo insidie al giusto, perché ci è d’imbarazzo”. Non si tratta di odio gratuito, ma di odio interessato: il giusto è odiato per la sua giustizia. La giustizia dà fastidio e deve essere tolta di mezzo. I persecutori sono pure atei, dato che sono sicuri che Dio non farà nulla per difendere il giusto: ateo non è (solo) chi pensa che Dio non esiste, ma anche chi pensa che è impotente o indifferente.