Daniel Wright – Felicità
La felicità è come un lampo che squarcia l’oscurità della notte, dura un istante e quando se ne và, lascia dietro di sé il sordo rumore di un tuono… il ricordo.
La felicità è come un lampo che squarcia l’oscurità della notte, dura un istante e quando se ne và, lascia dietro di sé il sordo rumore di un tuono… il ricordo.
Se cerchiamo la felicità, è perché crediamo di meritare una vita migliore. Ma il vivere, impara ben presto, che l’autentico stato di benessere, ti investe e ti inonda. E non si cerca. È uno stato mentale. Non solo le situazioni o gli affetti, gli Amori ti rendono felice. Ne devi essere predisposto. La felicità, è anche un piccolo dettaglio intorno a noi, oppure piccole emozioni ricevute da chi si ama. Basta conoscere il sentire. Quando si è felici, non domandiamoci mai il perché, ma sorridiamo al mondo e un poco di felicità, sarà regalata a chi ne ha bisogno.
La felicità non è un atteggiamento. La felicità è uno stato d’animo.
La libertà, intesa come indipendenza emotiva, è quella che, accompagnata a una certa dose di follia, ci conduce verso la felicità.
Che cosa strana sembra essere questa che dagli uomini viene chiamata piacere; e come sorprendentemente essa, per sua natura, si trova con quello che sembra il suo contrario: il dolore. Ed essi tutti e due insieme non vogliono coesistere nell’uomo, ma se poi qualcuno insegue l’uno di questi e l’afferra, egli, in un certo modo, è obbligato a prendere anche l’altro, come fossero attaccati ad un sol apice, pur essendo due.
Forse in quei tempi di crisi era da pazzi definirsi felici, la felicità scarseggiava un po sono sincero, ma tutto quello che potevamo avere ce lo concedevamo, eravamo tranquilli, amavamo respirare aria fresca, era tutto.
Era un uomo contento, felice no, o meglio la sua felicità era fatta di parentesi che si aprivano quando la vedeva uscire dal portone di casa sua e si chiudevano quando, dallo stesso portone, lo salutava per la buonanotte.