Daniela Aspa – Morte
La morte si prende gioco di noi, lasciandola fare, la renderemo vittima dei suoi stessi giochi.
La morte si prende gioco di noi, lasciandola fare, la renderemo vittima dei suoi stessi giochi.
Capiremo tutto in quel ultimo passaggio in cui perdere la vita apparirà così impossibile che – a dispetto di ogni speculazione filosofica – il senso dell’esistenza si svelerà nella sua eterna semplicità.
Ogni suicidio è la soluzione di un problema.
Questo è il mio guscio. Mi ci rinchiudo tornata da lavoro per lenire la stanchezza. Mi ci accuccio dentro quando mi sento assalire dalla tristezza. Qui ci accoccolo i miei pensieri quando voglio condividere le mie parole. Questo è il mio guscio, qua è vietato calpestare i sogni.
Se nel mondo esistessero meno pusillanimi, non ci sarebbe nessuno rinchiuso in catene.
Non restava nulla,nessuno fu contento,aveva lasciato poco da dividere fra troppi,a malapena si pagava il funerale da lui chiesto,per questo fu chiamato “il caro estinto”.
Ogni tanto mi perdo tra l’aldiqua e l’aldilà, poi mi ritrovo e scopro che è ora di svegliarmi e pizzicarmi per sapere se sono ancora vivo.