Daniela Licitra – Paura & Coraggio
Come si chiama quella sensazione che più hai paura e più hai il coraggio di essere felice.
Come si chiama quella sensazione che più hai paura e più hai il coraggio di essere felice.
La volgarità è il pretesto principe con cui i tromboni, di tutte le epoche, hanno cercato di tappar bocca alla satira. Si parva licet, anche del Boccaccio dicevano che era volgare e anche lui difendeva la sua arte, come me in questo momento. La verità è che la satira non è volgare, è esplicita. La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite. È il potere liberatorio della satira, secondo la tradizione millenaria che dalle sette dionisiache arriva fino al nostro Carnevale. Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo.
La paura della fine e del niente sapere, la paura di non poter più rivedere le anime belle, a cui tanto teniamo, le voci che in cuor nostro sentiamo.
La peggior paura è non avere il coraggio di tentare.
Quante volte si piange… o per telefono, o davanti al computero davanti allo specchio… o quando si sta sul letto mentre tutti non sentono mentre intorno a noi non c’è nessuno, mentre siamo circondati dal nulla… quante volte abbiamo pianto e quante volte ogni lacrima che è scesa nei nostri occhi è stata provocata dalla rabbia, da una delusione, dalla tristezza o per sfogo o per felicità… ogni lacrima che scende contiene il 99 % di sentimenti e la restante parte, quell’1 % è solamente una piccola e minuscola goccia…
Scelta di vita deciditi; coraggio vieni a me.
Per le persone senza coraggio molte cose sono impossibili.