David Grossman – Libri
Come se tu mi avessi teso una mano, facendomi superare il confine oltre il quale si trova la luce.
Come se tu mi avessi teso una mano, facendomi superare il confine oltre il quale si trova la luce.
Le emozioni erano cavalli selvaggi: alla fine, non rimaneva altro da fare che liberarli.
Non bisogna soltanto fotografarli i libri, bisogna anche leggerli.
L’essenziale è la contingenza. Voglio dire che, per definizione, l’esistenza non è la necessità. Esistere è essere lì, semplicemente: gli esistenti appaiono, si lasciano incontrare ma non li si può mai dedurre. C’è qualcuno, credo, che ha compreso questo. Soltanto ha cercato di sormontare questa contingenza inventando un essere necessario e causa di sé. Orbene, non c’è alcun essere necessario che può spiegare l’esistenza: la contingenza non è una falsa sembianza, un’apparenza che si può dissipare; è l’assoluto, e per conseguenza la perfetta gratuità. Tutto è gratuito, questo giardino, questa città, io stesso. E quando vi capita di rendervene conto, vi si rivolta lo stomaco e tutto si mette a fluttuare… ecco la Nausea.
Avevo un estremo bisogno di viaggiare, colsi quindi l’occasione al balzo e iniziai l’avventura. Al capolinea decisi di scendere, esausto ma felice, posizionai il segnalibro, riposi il libro sul comodino e scesi alla normalità. Leggere rende leggeri, rende liberi.
L’arte dello scrivere romanzi consiste nel saper mentire.
Qui giace Dobby, un Elfo Libero.