Davide Capelli – Stati d’Animo
Il 26 dicembre siamo tutti sfiniti dalla bontà del Natale.
Il 26 dicembre siamo tutti sfiniti dalla bontà del Natale.
Siamo sempre stati vivi, ad un certo punto siamo nati.
Si può essere in compagnia di mille persone e tuttavia essere soli.
E se potessi dentro all’anima, scoprire cosa sia l’insoddisfazione, a quali mutamenti corrisponda e desideri mancati dia le proprie colpe. Perché occhi non ho più, se il cuore, sorridendo, finge luce.
Ci sono momenti dove solo una visione distaccata dalla vita può rendere chiara il cammino da seguire. Non resisto a ciò, non mi impedisco d’essere ciò che per altri non sono. Non faccio per forza ciò che devo, non sogno sogni di altri. Accantono la solitudine.Apprezzo la vita con la sua ruota infinita e ricordando la foglia, che ogni anno rinasce dopo essere tornata parte della vita che l’ha generata. Danzo sulle note dell’esistenza, non un ballo di gruppo, ma il mio ballo che viene dal cuore, sul ritmo d’infinito note di gioia. Vivo spensierata tutto ciò che c’è, cercando di godere fino in fondo nei momenti più buoni, sapendo già che mi serviranno da coperta per i momenti bui. E quando è luce, avrò luce, ma quando è buio amico e non c’è nessuno che mi darà una lampadina, posso contare solo su di me e sulla luce che ho dentro di me.
L’importante per me non è piacere, né essere accettata. È stare bene con me stessa perché con me ci passerò tutta la vita.
Vale niente ogn’istante che io consumo lontano da Te! Anche il fuoco lascia traccia del suo ardere “la cenere” mentre io di Te non ho niente… niente!