Debora Rutini – Acqua
Le lacrime hanno lo stesso ciclo dell’acqua… risalgono in cielo!
Le lacrime hanno lo stesso ciclo dell’acqua… risalgono in cielo!
La parola è come acqua di rivo che riunisce in sé i sapori della roccia…
Quando si ha vicino il pozzo, è inutile cercare acqua nelle nuvole.
Piove. Con la fronte appoggiata alla finestra, guardo le mille gocce infrangersi sull’asfalto della strada….
Voi amate il mare, capitano? – Si! L’amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un’esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l’infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, signor professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. Quest’ultimo vi è largamente rappresentato da quattro gruppi di zoofiti, da tre classi di articolati, da cinque classi di molluschi, da tre di vertebrati, dai mammiferi, dai rettili e dalle innumerevoli legioni di pesci, che contano oltre tredicimila specie, di cui un decimo soltanto appartiene all’acqua dolce. Il mare è il grande serbatoio della natura, è dal mare che il globo è, per così dire, incominciato, e chissà che non finisca in lui. Ivi è la calma suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Alla sua superficie essi possono ancora esercitare diritti iniqui e battersi, divorarsi, recarvi tutti gli orrori della terra; ma trenta piedi sotto il suo livello, il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce! Ah! signore, vivete, vivete nel seno del mare! Qui soltanto è indipendenza, qui non riconosco padroni, qui sono libero!
Se davanti al mare un’onda sa emozionarti e spaventarti tale da infrangere le tue certezze scagliandosi sulla rena, tanta è l’insolita tenerezza e serenità che ti dona nel guardare come accoglie un tramonto nei suoi riflessi abbracciando calmo la luce della luna.
L’adulazione è come l’acqua di Colonia: è da annusare, non da bere.