Deborah Magrì – Cielo
Non aspettare di vedere una stella cadere per esprimere un desiderio…
Non aspettare di vedere una stella cadere per esprimere un desiderio…
Chissà cosa c’è là fuori, dopo l’universo.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
Per capire che il cielo è azzurro dappertutto non è necessario fare il giro del mondo.
Osservare il cielo è il piacere di perdersi in un colore infinito colmo di nulla.
L’azzurro del cielo mi fa venire voglia di volare come un impavido gabbiano in cerca dell’infinito.
Il cielo sotto la terra.