Domenica Borghese – Vita
“Come ti vedi tra 8 anni?” “Non posso dare una risposta ma, di sicuro, pur di non farmi uccidere l’anima mi reinvento ogni giorno ed evito di guardarmi negli specchi deformanti che certi altri mi mettono davanti”.
“Come ti vedi tra 8 anni?” “Non posso dare una risposta ma, di sicuro, pur di non farmi uccidere l’anima mi reinvento ogni giorno ed evito di guardarmi negli specchi deformanti che certi altri mi mettono davanti”.
Sempre in bilico. Caoticamente concentrato sui miei tumulti interiori, sempre in bilico a precipizio sull’errore, provo ad innalzare argini, immerso nella voglia prorompente di abbatterli immediatamente per distruggere stracci residui di convinzioni ancestrali. Lasciarsi andare. Senza chiedere nient’altro. Per imparare a lasciare scorrere, liberandomi dal desiderio di piegare ora gli eventi nella direzione che vorrei, che in quella direzione spontaneamente ci sono già passati, allora attendo e osservo e mi impongo pazienza.
Nella fanciullezza la vita ci si presenta come uno scenario teatrale visto da lontano; nella vecchiaia come il medesimo scenario visto da molto vicino.
“Dare” e “Avere” sono due contrari di pari livello, ma quando riferite all’uomo il primo si allontana verso l’infinito acquistando valore.
Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi?
C’è chi dice che farà tante cose, c’è chi non dice ciò che ha fatto. I primi mi piacciono poco, i secondi molto di più; però, è difficile scoprirli. Buona caccia al “tesoro”.
Ieriero uno spartitosul leggio del tempo.Oggisono melodiasulle labbra del vento.Domanisarò una canzonenel cuore dell’eternità.