Domenica Borghese – Vita
“Come ti vedi tra 8 anni?” “Non posso dare una risposta ma, di sicuro, pur di non farmi uccidere l’anima mi reinvento ogni giorno ed evito di guardarmi negli specchi deformanti che certi altri mi mettono davanti”.
“Come ti vedi tra 8 anni?” “Non posso dare una risposta ma, di sicuro, pur di non farmi uccidere l’anima mi reinvento ogni giorno ed evito di guardarmi negli specchi deformanti che certi altri mi mettono davanti”.
L’uomo potrà scrivere romanzi, aforismi, poesie, e tanti dichiarazioni sul senso della vita. Può essere filosofo in tanti modi, ma non capirà mai come comportarci e farci integrare adeguatamente con le persone che conosciamo e conosceremo giorno dopo giorno.
Ed ora fermati, anzi, soffermati nel guardarti dal di fuori mentre leggi queste righe: ti vedi, quasi immobile, centro di tutto un mondo che ti si apre attorno; allarga la tua mente verso l’esterno della stanza, verso spazi sempre più ampi, fino a liberarla nel vuoto dell’infinito e da lì, torna a guardare te stesso… riesci a scorgerti? Già, quel puntino sei tu. Non sforzare la vista, non c’è altro: emozioni, gioie, dolori, problemi che ti sembrano insormontabili, tutto lì, tu e il tuo lasso di tempo, troppo breve nel trascorrere dell’eternità. E allora smetti di bramare gloria e potere, quello che fai, fallo nel rispetto degli altri e di chi verrà dopo di te e ricorda, amare il prossimo ci rende grandi, sottometterlo spregevoli.
Stavo leggendo un libro, quello della mia vita. Ogni foglio è un anno vissuto, ogni capitolo un pezzo della mia storia. All’ultima pagina, ho capito che non è stata importante la trama ma tutti quei personaggi che hanno reso possibile la stesura.
Ci sono donne che ogni giorno affrontano la vita come se fosse un “campo” di battaglia.Loro lo sanno che arrendersi è un lusso che non possono “permettersi” e allora stringono i denti e indossano la “forza”del sorriso.
Siamo su un treno che va a 300km all’ora, non sappiamo dove ci sta portando, e soprattutto ci siamo accorti che non c’è il macchinista!
È atroce accorgersi d’aver atteso una vita per cominciare a vivere quando vivere era tutta la vita.