Elena Usai – Cielo
L’uomo che crede di andare in cielo per le sue buone opere, commette l’atto più dispregiativo ed infame verso Colui che è sceso per donargli la vita eterna gratuitamente; e solo per mezzo della fede nel suo glorioso Nome.
L’uomo che crede di andare in cielo per le sue buone opere, commette l’atto più dispregiativo ed infame verso Colui che è sceso per donargli la vita eterna gratuitamente; e solo per mezzo della fede nel suo glorioso Nome.
Il sole illumina fuori. La luna illumina dentro.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
Siamo riconoscenti alla notte perché ci regala la possibilità di sognare.
Solo chi ti vuole bene nel tempo ti vuole bene veramente; e lo dimostra interessandosi…
Non sempre tutto quello che si prova è spiegabile a parole.
Guardo il cielo e le sue innumerevoli sfumature dell’azzurro; riesco a toccarne un lembo e fra i pensieri miei ne rimane un po’ come dipinto da una mano invisibile.