Fabio Privitera – Abbandonare
Ci conoscemmo così profondamente da dimenticare chi eravamo stati l’uno per l’altra, e da perdere di vista quell’idea di eternità che avevamo accarezzato mentre ci eravamo ancora ignoti.
Ci conoscemmo così profondamente da dimenticare chi eravamo stati l’uno per l’altra, e da perdere di vista quell’idea di eternità che avevamo accarezzato mentre ci eravamo ancora ignoti.
Esistono così tanti modi d’essere sbagliati che, anche se imparassimo dagli altri ciò che non vorremmo mai essere, questo non ci escluderà dall’essere, in una qualche misura, oggetto di biasimo da parte di qualcuno. Gli altri sono un’indicazione importante, ma non per farti capire come non essere, bensì per farti vedere più chiaramente chi sei.
Gli occhi non sono lo specchio dell’anima. Occorre chiudere i propri per guardare l’anima di…
E poi rimasi così. Folgorata dal passaggio fra il tutto e il nulla. Abbandonata in uno squarcio di dolore, lì dove fui lasciata.
Vorrei potermi addormentare e svegliarmi tra tre mesi. Tra tre mesi sicuramente tutto sarà diverso: il cielo si sarà abbassato, le stelle si potranno raccogliere e tu mi amerai di nuovo.
Intuizioni e sogni provengono da stati di non coscienza o non piena coscienza e, il più delle volte, mostrano risvolti della realtà che alla coscienza non salterebbero mai in mente.
Davanti a te mi sento ognuno, davanti a me sono uno. Opto per la seconda…